Me mirabas mientras lo estabamos haciendo. Yo no quería mirarte, miraba sólo tus ojos, pero te puedo jurar aún hoy que no te veía. Yo veía más allá. Tenía miedo y buscaba un refugio en tí. Tú te hacías el valiente con mi ayuda y tirabas para delante. De vez en cuando nuestras cabezas chocaban, y yo podía sentir que estabas sudando.
Ya era tarde para echarme atrás, mi mano agarraba con fuerza el cuello, fuerte, muy fuerte. Tu lo agarrabas fuertemente, estabas sentado sobre él, y lo mantenías inmóbil con tus piernas y brazos. Yo creo que ya no respiraba, ya no sentía su cuerpo moverse, pero no era capaz de mirarle a la cara, tenía miedo, yo sólo miraba tus ojos que se cerraban y me di cuenta de que me sonreías. Lo había ahogado.
Lo había asesinado por tí. Te había pedido que uscases a alguien para matarle, pero tu me habías dicho que si te amaba de verdad lo habría podido hacer yo. Esperamos a que volviese a casa desde su trabajo para cenar. Yo había cocinado para él, y había dicho a nuestros hijos de ir a casa de la vecina a ver San Remo. Apenas se hubo sentado, saliste de por detrás, y mientras me sonreías lo bloqueaste, él no tuvo tiempo ni de gritar, me abalancé sobre él, mi cuerpo lleno de moratones que él me había hecho ya no era débil. Ahora estaba sobre él junto a tí. Te amo.
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Tu mi guardavi mentre lo facevamo. Io non ti volevo guardare, guardavo solo i tuoi occhi, ma posso giurarti ancora oggi che non ti vedevo. Io vedevo oltre. Avevo paura, e mi rifugiavo in te. Tu ti facevi forza in me ed andavi avanti. Ognitanto le nostre teste sbatevano, e potevo sentire che sudavi.
Era tardi per tirarmi indietro, la mia mano teneva con forza il corpo dal collo, forte, molto forte. Tu lo tenevi forte, eri seduto su di lui, e con le gambe e braccia lo fermavi. Secondo me non respirava piu, non sentivo il suo corpo muoversi, ma non lo guardavo in faccia, avevo paura, guardavo solo i tuoi occhi, si stringevano e ho capito che mi sorridevi. Lo avevo asfissiato.
Lo avevo ucisso per te. Ti avevo chiesto di trovare qualcuno per ucciderlo, tu mi avevi deto che si ti amavo veramente avrei potuto farlo io. Abbiamo aspettato che fosse rientrato dal lavoro per cena. Avevo cucinato per lui, e mandato i figli dalla vicina a vedere San Remo. Appena si e seduto, sei uscito da dietro, e sorridendomi lo hai bloccato da dietro, non ha avuto nemmeno il tempo di urlare, mi sono buttata su di lui, il mio corpo pieno dei lividi che lui mi aveva fatto non era piu devole. Ero sopra lui, insieme a te. Ti amo.
Mostrando entradas con la etiqueta morte. Mostrar todas las entradas
Mostrando entradas con la etiqueta morte. Mostrar todas las entradas
martes, 15 de febrero de 2011
lunes, 14 de febrero de 2011
Amnesia
Ricordo che mi sono svegliata. Ricordo di aver mangiato un po di frutta. Ricordo di guardare il letto. Ricordo di farmi una doccia. Ricordo di essermi vestita con cura e di sentire un desiderio di fuggire. Ricordo di scendere le scale
di corsa, fuggendo dalla mia ombra, 3 scalini davanti alla mia ombra. Ricordo che mi sono chiesto se saltando i gradini ed staccandomi dalla mia ombra, avrei pulito un po il mio passato.
Ricordo di aver presso il primo treno in partenza. Ricordo di aver attaccato il mio viso al finestrino e ricordo di aver coperto il vetro con il alo del mio respiro.
Ricordo di vedere passare prima la citta davanti a me, poi la campagna. Ricordo di aver cercato una giustificazione per essere rimasta insieme a lui. Ricordo di aver pensato che le mie risposte erano nella mia pele perche io lávevo partorito una seconda volta dopo la sua madre.
Non ricordo di essermi svegliata durante la notte. Non ricordo di aver presso le mie calze. Non ricordo di averlo asfissiato mentre dormiva, nel buio, io in piede sul letto, guradandolo da dietro con un piede spingendo contro la sua schiena per farmi forza.
Non sto male, e ti sono grata perche ho busato alla tua porta urlando ausilio e tu mi hai baciato dicendomi: "Mamma calma, mamma. Sei libera ora ed io ti proteggero per il resto della tua vita".
di corsa, fuggendo dalla mia ombra, 3 scalini davanti alla mia ombra. Ricordo che mi sono chiesto se saltando i gradini ed staccandomi dalla mia ombra, avrei pulito un po il mio passato.
Ricordo di aver presso il primo treno in partenza. Ricordo di aver attaccato il mio viso al finestrino e ricordo di aver coperto il vetro con il alo del mio respiro.
Ricordo di vedere passare prima la citta davanti a me, poi la campagna. Ricordo di aver cercato una giustificazione per essere rimasta insieme a lui. Ricordo di aver pensato che le mie risposte erano nella mia pele perche io lávevo partorito una seconda volta dopo la sua madre.
Non ricordo di essermi svegliata durante la notte. Non ricordo di aver presso le mie calze. Non ricordo di averlo asfissiato mentre dormiva, nel buio, io in piede sul letto, guradandolo da dietro con un piede spingendo contro la sua schiena per farmi forza.
Non sto male, e ti sono grata perche ho busato alla tua porta urlando ausilio e tu mi hai baciato dicendomi: "Mamma calma, mamma. Sei libera ora ed io ti proteggero per il resto della tua vita".
domingo, 26 de diciembre de 2010
ATACcati al cazzo. Servizio di trasporto Romano
Sono sul 105 andando verso casa. Sono sul grembo di mia madre, come se fosse l, immagine di una Pieta scultorea. La mia testa e rilassata, come se il collo fosse spezzato i miei occhi guardano quelli di mia madre che sono aperti e fermi. Le sue mani sul mio corpo mi accarezzano la testa, e mi tengono verso lei, per evitarmi di cadere. Lei ne ha 63 anni, io 34, attorno a noi, rumore, chiacchiere, sporcizia. Noi siamo pulite.Ho appena salutato mia madre a Termini, dai mamma ci vediamo a casa, chi arriva prima si ferma al forno in fondo alla via pedonale, e chiama l'altra cosi va a comprare i fichi, sei sicura che cé del prosciuto a casa?...No, non ti sto dando della rimbambita. Ridiamo, la bacio. Prendo la bici e parto appena vedo che il suo pullman e partito.
Facciamo un pezzo di strada insieme, questo autista sbanda un po, insomma mi ha visto 40 volte e mi sono fermata davanti a lui con la mia bici nei semafori. Sento che gli da fastidio che una donna lo sorpassi in bici, gli sorrido, prende il suo cellullare e si tocca le palle mentre mi guarda e compone un numero. Mi giro ancora di piu per salutare mia madre, gli mando un bacio. E seduta in prima fila affianco all autista. Mi guarda, guarda all'autista e sorride come per dirmi, non farci caso. Si e inescata questa solita gara di velocita. Lei e cosi bella quando sorride.
Vado davanti all pullman per un po, e mi fermo ognitanto per aspettarlo. Ognitanto l'autista accellera senza motivo sul rettilineo che cé prima di arrivare a Porta Maggiore, e lo vedo sbuffare, quando si deve fermare alla mia altezza. Ma che cazzo vuoi? Ce spazio per tutti e due, su passa! ma non ti attacare a me!
Sorpassiamo Porta Maggiore, schivo le macchine con prudenza ma sento la presenza del pullman dietro, che spinge perche vuole raggiungermi. Qualche clacsson diretto al pullman, riesco a girare la testa velocemente per vedere mia madre, ora seria. Non so cosa urla all'autista. Lautista 'e ancora al cellullare.
Prendiamo la strada davanti al Bingo, e vado sulla destra, qualcuno apre una portiera di una macchina parcheggiata, e non faccio in tempo a fermarmi. Figliodiputtanadeviguardarecazzo!. Mi schianto contro la porta, rimango appessa alla porta, ma non cé dolore. Sento un rumore secco, il mio corpo attraversa i vetri, anch'io sono rotta. Cado con violenza sul primo sedile, sopra mia madre, che ha gli occhi spalancati, sbatto contro il suo petto, mi ferma.
viernes, 24 de diciembre de 2010
Caffe con zucchero
Oggi portavo una bolsa più appesantita e mi ero vestita meglio dell´ultima volta. Era ormai il mio rituale ma oggi doveva essere diverso.
Eravamo in salotto e lei impeccabile mi versava del caffé. Mi tremavano le mani, mi guardavo attorno, dal salotto vedevo tutte le porte delle stanze, chiuse. Mi sentivo soffocare, ero disperata, atterrita, piangevo.
- - Frida, calma, dai calma. Vedrai che è al lavoro ancora o in metro. Lo sai che li il cellulare non prende nemmeno. Forse sta arrivando a casa ora.
- - Giulia, ti giuro, non ce la faccio piú. Non faccio altro che immaginarlo abbracciato ad un´altra, non posso vivere piu cosi. (Sospiro, non riesco a guardarla) Tu sei sempre cosi carina con me.
Giulia, si era alzata, ora appoggiava una mano sulla mia spalla. Non sapeva piu cosa dirmi. La guardai, volevo sorridere, la mia bocca fece una smorfia storta. Posai i miei occhi sulla mia borsa, pesava sulle mie gambe.
- Grazie sei una amica. Non so come farei senza di te. Penso che ora posso andare.
- Sicura?, nemmeno ti sei pressa il caffè.
- Si, grazie. Ti chiamo quando arrivo a casa. Sto bene, credimi.
La baciai, mi sono diretta all´uscita. La porta dell´ascensore si è aperta davanti a me, ho guardato la mia borsa, ho guardato lo spazio dentro l´ascensore, troppo piccolo, mi sentivo soffocare di nuovo.
Mi sono girata per prendere le scale, ed ho visto la porta di casa di Giulia era ancora aperta. Mi sono avvicinata per chiuderla ed ho sentito le voci.
Sono entrata, li ho visti, lui la teneva stretta contro se, separava delle ciocche di cappelli di davanti al suo viso, la baciava.
- Carlo, non ce la faccio piú. Lasciala, vieni da me.
Ho messo la mano nella borsa, ho presso la pistola, due colpi. Loro non mi hanno visto. Ho aperto le finestre. Troppa puzza, mi sentivo meglio adesso che entrava un pó dária in quella casa. Mi sono seduta di nuovo sul divano, li guardai loro due stessi per terra. Messi due zollette di zucchero dentro il caffe.
jueves, 16 de diciembre de 2010
Requiem por min en dous actos.
I
(Non sei canto tardarei en morir, pero quero facelo entre os teus brazos)
Estarei lonxe do mar, mollame coas tuas bagoas
Cantaras no meu oido, seran cancions perdidas.
Cando este lonxe da mar, bicame nos ollos, e pecha os meus beizos.
Deixame espido na area, e marcha sen mirarme.
II
(Os que non o sabian, xa o saben.
Todos saen a rua para ver coma ti me levas espido entre os teus brazos)
As tuas bagoas regan o meu corpo, xa non me dan vida.
Eu vou tragando os teus suspiros, e ti vas escapando dos silencios das ruas.
Chegamos ´a praia, deixasme na area.
Requiem per me in due atti.
I
(Non so quanto ci mettero a morire, ma voglio farlo fra le tua braccia)
Saro lontano dal mare, bagnami con le tue lacrime.
Mi canterai all´orecchio, sarano canzoni perdute.
Quando saro lontano dal mare, baciami negli occhi, e chiudi le mie labbra.
Lasciami nudo sulla sabbia, e vai via senza guardarmi
II
(Quelli che non lo sapevano, lo sanno. Tutti escono per strada per vedere come mi porti nudo tra le tua braccia)
Le tue lacrime innafiano il mio corpo, ma non mi danno vita.
Io ingoio i tuoi sospiri, e ti vai fuggendo dai silenzi della strada.
Siamo arrivati al mare, lasciami sulla sabbia.
Suscribirse a:
Entradas (Atom)


